

12) Antifonte. Natura e leggi umane.
Antifonte riprende le argomentazioni di Ippia sulla superiorit
delle leggi di natura in confronto a quelle istituite dall'uomo.
Un problema, questo, che ha continuato ad essere discusso fino ai
nostri giorni.
Frammento 87 B 44 A DK (Papiro di Oxyrinco, undicesimo n. 1364)
(vedi manuale pagina 61).
 [...] giustizia consiste nel non trasgredire alcuna delle leggi
dello Stato di cui uno sia cittadino; e perci l'individuo
applicher nel modo a lui pi vantaggioso la giustizia, se far
gran conto delle leggi, di fronte a testimoni; ma in assenza di
testimoni, seguir piuttosto le norme di natura; perch le norme
di legge sono accessorie, quelle di natura, essenziali; quelle di
legge sono concordate, non native: quelle di natura, sono native,
non concordate. Perci, se uno trasgredisce le norme di legge,
finch sfugge agli autori di esse, va esente da biasimo e da pena;
se non sfugge, no. Ma se invece violenta oltre il possibile le
norme poste in noi da natura, se anche nessuno se ne accorga, non
minore  il male, n  maggiore se anche tutti lo sappiano; perch
si offende non l'opinione, ma la verit

 (I Presocratici, Laterza, Bari, 1990 4, pagina 996).

